I prestiti per l’arredamento della casa

L’osservatorio di Findomestic del mese di novembre mette in risalto la scarsa propensione all’acquisto da parte degli italiani, scoraggiati dalla situazione economica precaria in cui versa il Paese. I prestiti casa, tuttavia, sono sempre una delle categorie finanziarie più richieste e, secondo gli ultimi dati, il 6,3% dei nostri connazionali intende ristrutturare la propria abitazione o quantomeno rinnovarla con mobili e accessori.

In base ad una ricerca di Prometeia (il rapporto Club Consumo), nel 2011 si spenderanno in tutto oltre 25 milioni di euro per l’arredamento della casa, circa l’1% in meno rispetto al 2010. I prestiti per l’arredamento rientrano nella famiglia dei prestiti finalizzati e consentono di ottenere somme piuttosto contenute, senza la necessità di presentare garanzie impegnative all’istituto erogante. Le finalità specifiche comprendono il rinnovo dei mobili ma anche interventi di manutenzione sugli impianti della casa; il modo in cui verrà impiegato il denaro ricevuto, in ogni caso, va specificato al momento della richiesta.

Più nel dettaglio, con un prestito per l’arredamento è possibile richiedere fino a 30.000 euro, da rimborsare in un periodo massimo di 7 anni. Come in ogni altro finanziamento, è necessario che la domanda corrisponda alle effettive necessità del cliente: in altre parole, richiedere una somma adeguata consente di affrontare il rimborso con maggiore serenità e aumenta le probabilità di erogazione da parte della banca.

Esaminando nello specifico l’offerta di Findomestic, i prestiti per l’arredamento sono concessi a clienti d’età compresa fra i 18 e i 75 anni per l’acquisto di mobili e accessori di vario genere per ogni stanza dell’abitazione. Se gli interventi riguardano elementi strutturali dell’immobile (box doccia, infissi, ecc.), è necessario invece affidarsi alla categoria “ristrutturazione casa”. I documenti da presentare all’istituto comprendono i classici certificati di identità e di reddito, codice fiscale o tessera sanitaria, oltre ovviamente al permesso di soggiorno per i cittadini extracomunitari.

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